NEW YORK
Ho lisciato le tue strade
ubriaco di palpiti e slang.
Nei musei ho consumato il sudore d’agosto.
Oggi
New York,
come un amante incompiuta
riprende a vibrare dall’86.
Sapevo,
ci saremmo amati ancora.
All’epoca
in Manhattan
respirai la pelle
bevvi il tuo miele,
con la mia valigia di cartone interiore
presi ciò che volevo,
compresa lei.
Oggi,
New York,
lasciati scopare ancora.
RAGNATELA
Il tempo
non conosce orologi
vive asincrono con l’universo.
E’ un tempo lontano,
la ragnatela dell’universo,
nova
nebulosa
sine alcuna evocazione.
E’ una ferita cosi persa,
nata prima d’ esplodere.
Un mantra invocato in altre dimensioni.
Un eco,
pulsione di vena.
Un giorno
la ferita
lenita da sofferenze
colpirà il cuore.
Il mio tempo
sarà eguale al
primo battito
illuminato dal budda
in me.
DAY AND NIGHT
Letargo mattutino
indolenza
torpore.
Dalla finestra
tetti rossi,
sole pigro.
Stirare d’ossa
sbadigli.
Donna,
amica
amante.
Mi alzo,
acqua,
fumo,
caffé.
Mattino pigro
notte famelica.
DIVINA COMMEDIA
E del mio amore
a nessuno parlai.
Come descrivere ciò che non conosci?
Di ansie e paure dipinsi un velo,
che colore non ebbe.
Ma questo amore
velato,
che non vivo,
intanto
osservo.
KILLER
Nessun palpito.
Nessuna emozione.
Hai soltanto offerto la fica.
