Dedico con orgoglio questo articolo a colui che considero, a buona ragione, il più serio, ed il più preparato riparatore dii macchine fotografiche analogiche di medio formato (Rolleiflex, Hasselblad).
L’umiltà dei veri maestri
La cosa che colpisce di più, parlando con Sandro, è l’assenza totale di protagonismo.
Non si presenta come “il migliore”, non alza mai la voce del proprio sapere. Eppure, chi fotografa seriamente capisce subito di essere davanti a un riferimento assoluto.
L’umiltà, nel mestiere, è spesso il segno più evidente della grandezza.
Chi ha davvero passato la vita tra otturatori, lenti, tolleranze meccaniche e precisione millimetrica non ha bisogno di raccontarsi: parla il lavoro.
Ed è proprio questo che rende Sandro una figura preziosa per le nuove generazioni di fotografi: dimostra che esiste ancora una strada fatta di rispetto, studio e pazienza.
Perché dedicargli una cover
In questa fase di rinascita de Il Mestiere dell’Arte, ho sentito il bisogno di riportare al centro le persone che tengono in piedi la fotografia, anche quando non sono sotto i riflettori.
Dedicare uno spazio ampio a Sandro Presta significa affermare un principio chiaro:
la fotografia non è solo immagine, ma mestiere, responsabilità, continuità.
Significa ricordare che dietro ogni grande scatto analogico c’è anche chi ha saputo mantenere vivo lo strumento che lo ha reso possibile.
E significa, soprattutto, rendere omaggio a chi lavora in silenzio, con dignità, e con quella rara qualità che oggi vale più di mille slogan: l’affidabilità.
Il futuro della fotografia passa anche da qui.
Dalle mani di chi sa ancora riparare, spiegare, consigliare.
Con umiltà. E con amore per il proprio lavoro.
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