Nella lingua degli altri
non era mia,
la voce che mi muoveva.
Mi chiamavano
con nome d’acqua,
che non resta sulle ossa.
Avevo fame
di una mano senza anello,
di un nome mio diverso, gettato eletto
al margine del tavolo,
per esistere
dove non mi fanno entrare.
Firma il mio vuoto,
tu che ancora mi ascolti,
da dove il tempo non ritorce.
Dimmi che almeno tu
mi riconosci.
Siamo quelli
che non hanno luogo,
che abitano un non saper dire,
che nessuno sa portare
nella propria lingua,
padre.
QUI non si incontra il nome QUI CARMEN!!
Azzannatevi dove vi nasce la rabbia
…Che per la mia ora si incontra il coltello
Per la mia ora si incontra Hora Carme
Ora di carne … mi ERODE il tuo verbo
Sempre fiume il fiato forno, un giocattolo a pressione….
Nel mio buon flusso di petto sono morta, son farfalla
Dea tua unica legata, alla croce decussata
Da parte la parte! Ti spengo nel ventre, ti sento alla gola, mio cappio gioiello….
Proiezione, prolegomeno
Ora Dammi la pronuncia della nostra soluzione.
Ci sarà qualche orecchino
bucherà le mani ai vivi…
E curva la nuca un gran nodo scorsoio …
più largo di ossa affollate per l’urto
indispensabile, gestaltica erezione
Bugonia
(alla maniera di Eugenio Montale)
La vacca sventrata nel fosso,
calma di muschio e di fiele,
non sa il prodigio che compie:
mosche, nere sillabe spezzate, amare.
Non era resurrezione,
ma il contrario del verbo.
Da carne in putrefazione
una fiumana di corpi alati
Genesi, condanna di fondo,
la vita rinasce
sempre in modo storto:
da una fine ostinata,
non vuol farsi acqua l’icore
ma insiste, si secca,
si resta.
Si spacca per troppa estate,
il corpo nel giogo del sole
ha il suono di un’ala che vibra
sull’occhio umido e fondo.
Il dubbio ci lascia la morte
che l’anime pure
siano errore di fermentazione.
La bugonia (dal greco βούς, “bue”, e γονή, “generazione”) è l’antico rituale per la creazione delle api dalla carcassa di un bovino sacrificato. Virgilio ne tramanda la formula nelle Georgiche, attribuendola ad Aristeo. Ma l’arte fallì, e le api nate dalla morte non durarono. Nessuna poesia le salvò.