Empasse ontica

D’improvviso uno stallo eterno,
Il tuo sguardo ricurvo e obliquo.
Aria diafana, odore di ombre.
E non mi voltai. Per dimenticarti.

Respiro catene di tempo,
nelle mareggiate metafisiche
sono corpo in frammenti
nel vischioso salmastro.

Sono solo un passaggio
nei bivi della malinconia,
tradita da sensi esitanti
e minacciosi contrappassi.

Mi ha tradita la noia,
e mentre mi mentivo
si dilatava la spinta
al coraggio dell’inerzia.
Mi cercavo diversa,
dietro un vetro appannato
da respiri sarcastici.
ho nascosto un sorriso
che poi ho dimenticato.
Baciavo la condensa
per regalare le labbra
a chi guardava da fuori.