La Poesia Sublime Visualizzata

Il pressappoco*

Adesso nuoto nel mare, di notte

al magico chiarore vitreo di nubi riflesse.

Nell’ipnosi dei chiaroscuri maculati,

imbiondisco come l’acero alla bruma

e mi abbandono alla quotidiana disfatta.

Nelle onde che trascinano silenzi

le rive malate attendono ritorni esatti,

nella delusione, abbracci inconsistenti.

La pelle mi separa e mi definisce,

sono ciò che resiste all’eterno ritorno.

(Hmy)

Ho visto

Luci

Cadere

E tenersi

Per mano.

Boati

Di morte

Farsi

Ombre

Di idee.

Silenzioso

Frastuono

Di onde

Negli

Occhi

Di chi sogna

Che sia solo

Un lampo

E poi

Più nulla.

Ho visto

Un bambino

Sorridere

Alla luce

Della sua fine

Nel cielo.

Quante notti di sudore e fumo,

a contare volti inabissati

nei risvegli oltraggiati dal terrore.

Ho anticipato sveglie e rancori,

sussulti di fuoco, rabbia repressa,

rivestita di sottane con orli scuciti.

C’è un dolore sottile e fermo,

dalle mie gambe livide e gonfie,

preme fino ai pensieri rarefatti

e li lorda di ossessioni e poesie.

Tra le pagine di un libro mai finito,

gravido di polvere e pianti,

ho ritrovato i finali mai vissuti.

Di notte mi urlo dentro,

e cerco l’eco di un tonfo

profondo come la mia fossa.